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Sicurezza e Salute sul Lavoro

Rischio microclimatico: valutazione di caldo, freddo e comfort

Come valutare il rischio microclimatico nei luoghi di lavoro: ambienti moderati e severi, misure, indici tecnici e prevenzione dello stress termico.

Misurazione del microclima in un ambiente di lavoro esposto al caldo
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Approfondimento tecnico5 minuti di letturaResponsabilità editoriale Carat Servizi
In questo articolo

Il datore di lavoro deve valutare anche i rischi legati al microclima. Non esiste una temperatura di legge unica valida per tutti gli ambienti: la valutazione considera condizioni fisiche, attività svolta, abbigliamento, durata dell’esposizione e caratteristiche individuali, distinguendo il discomfort degli ambienti moderati dallo stress termico degli ambienti severi caldi o freddi.

Che cosa si intende per microclima

Il microclima descrive le condizioni termiche che regolano lo scambio di calore tra persona e ambiente. I principali parametri fisici sono temperatura dell’aria, umidità relativa, temperatura media radiante e velocità dell’aria. A questi si aggiungono attività metabolica, vestiario e tempi di esposizione.

Misurare soltanto la temperatura dell’aria non è quindi sufficiente. Due postazioni con lo stesso valore possono produrre effetti molto diversi per irraggiamento, umidità, movimento dell’aria, carico fisico o DPI indossati.

Ambienti moderati e ambienti severi

Ambienti termici moderati

Uffici, aule e molti reparti senza sorgenti termiche rilevanti sono normalmente ambienti moderati. Qui l’obiettivo è valutare il comfort globale e locale: correnti d’aria, pavimenti troppo caldi o freddi, differenze verticali di temperatura e asimmetrie radianti possono causare disagio e ridurre il benessere.

Ambienti severi caldi

Forni, fonderie, cucine industriali, lavanderie, asfaltatura, agricoltura e cantieri estivi possono sottoporre il sistema di termoregolazione a un carico elevato. Disidratazione, crampi, esaurimento e colpo di calore richiedono misure preventive e procedure di emergenza.

Ambienti severi freddi

Celle frigorifere, industria alimentare, lavori all’aperto invernali e altri processi a basse temperature possono determinare raffreddamento locale o generale, riduzione della destrezza e ipotermia. Abbigliamento, tempi di permanenza, pause e zone di transizione diventano elementi essenziali.

Persone maggiormente sensibili al caldo o al freddo

Età, condizioni di salute, terapie, gravidanza, acclimatazione e uso di DPI possono modificare la risposta individuale alle condizioni termiche. La valutazione deve considerare i gruppi particolarmente sensibili senza trattare dati sanitari non necessari: il medico competente, quando previsto, traduce le informazioni cliniche in indicazioni di idoneità e misure di tutela per la mansione.

Nuovi addetti, lavoratori che rientrano dopo un’assenza e persone assegnate a compiti più gravosi possono richiedere un inserimento progressivo, soprattutto durante ondate di calore o variazioni improvvise delle condizioni.

Quali obblighi prevede il D.Lgs. 81/2008

Il microclima rientra tra gli agenti fisici considerati dal Titolo VIII e tra i requisiti dei luoghi di lavoro dell’Allegato IV. La valutazione di tutti i rischi resta un obbligo del datore di lavoro e deve tradursi in misure tecniche, organizzative e procedurali coerenti con le condizioni effettive.

Il decreto non fissa un singolo intervallo di temperatura valido per tutte le attività. L’Allegato IV richiede che temperatura, umidità e aerazione siano adeguate tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici richiesti.

Quando è necessaria una valutazione strumentale

La misurazione è particolarmente utile quando il sopralluogo evidenzia sorgenti di caldo o freddo, condizioni variabili, lamentele ricorrenti, lavori all’aperto, uso di DPI che ostacolano la dispersione del calore o presenza di persone particolarmente sensibili.

Una campagna rappresentativa deve considerare:

  • postazioni e mansioni realmente svolte;
  • orari e fasi più gravose del processo;
  • variabilità stagionale e condizioni meteo per lavori esterni;
  • durata dell’esposizione, pause e rotazioni;
  • carico metabolico e vestiario o DPI;
  • eventuali differenze tra gruppi di lavoratori.

Quali indici si utilizzano

Il metodo dipende dall’ambiente e dallo scopo. Le norme tecniche vigenti mettono a disposizione strumenti differenti:

  • PMV e PPD per il comfort globale negli ambienti moderati;
  • WBGT come indice di screening dello stress da caldo;
  • PHS per una valutazione analitica dello stress termico da calore;
  • IREQ per stimare l’isolamento richiesto negli ambienti freddi.

Gli indici non sono intercambiabili. Devono essere scelti e interpretati da personale competente sulla base di ambiente, mansione e versione vigente delle norme tecniche.

Come ridurre il rischio da caldo

La prevenzione deve partire dalla riduzione del carico termico e dall’organizzazione del lavoro:

  • schermare o isolare le sorgenti e migliorare ventilazione o climatizzazione;
  • programmare le attività più pesanti nelle ore meno critiche;
  • prevedere pause in aree fresche, rotazioni e acqua facilmente disponibile;
  • favorire un’acclimatazione progressiva, soprattutto per nuovi addetti o dopo assenze;
  • formare i lavoratori a riconoscere sintomi e procedure di emergenza;
  • gestire DPI e abbigliamento considerando l’ostacolo alla dispersione del calore.

Per i lavori all’aperto le previsioni meteo e gli strumenti di allerta, come quelli del progetto Worklimate, supportano la programmazione giornaliera ma non sostituiscono la valutazione aziendale.

Come ridurre il rischio da freddo

Negli ambienti freddi sono importanti isolamento dell’ambiente quando possibile, indumenti adeguati e asciutti, guanti e calzature idonee, limitazione dei tempi, pause in locali riscaldati e procedure per ingresso e uscita dalle celle. Le zone di transizione aiutano a gestire gli sbalzi termici.

Occorre inoltre considerare che il freddo può ridurre sensibilità e destrezza, aumentando il rischio durante l’uso di utensili, la movimentazione e gli spostamenti.

Il microclima negli uffici

In un ambiente moderato il problema più comune è il discomfort. La valutazione deve considerare distribuzione dell’aria, irraggiamento da finestre o pareti, differenze tra postazioni, affollamento, carichi interni e regolazione degli impianti. Un valore medio della stanza può nascondere condizioni molto differenti.

Segnalazioni ricorrenti vanno registrate e analizzate insieme alle misure. Interventi semplici sulla regolazione, sulla diffusione dell’aria o sulla schermatura solare possono risultare più efficaci di modifiche generalizzate della temperatura.

Quando aggiornare la valutazione

La valutazione va riesaminata quando cambiano processo, impianti, layout, mansioni o organizzazione; dopo l’introduzione di nuovi DPI; in presenza di eventi o malori; e quando condizioni climatiche o risultati delle misure rendono non più rappresentativo lo scenario analizzato.

Per le attività esposte alle stagioni è utile prevedere una gestione dinamica, con soglie operative, responsabilità e azioni definite prima dei periodi critici.

Come può aiutare Carat Servizi

Carat può svolgere sopralluoghi, misurazioni microclimatiche, valutazione degli indici e definizione delle misure di prevenzione, integrando i risultati nel DVR e nelle procedure aziendali. L’analisi viene costruita sulle postazioni e sulle condizioni realmente rappresentative.

Scopri la consulenza per la sicurezza e igiene del lavoro, approfondisci l’aggiornamento del DVR oppure richiedi una valutazione preliminare.

Domande frequenti

Risposte rapide prima di intervenire.

Qual è la temperatura massima consentita al lavoro?

Il D.Lgs. 81/2008 non stabilisce un limite unico per ogni attività. La valutazione considera ambiente, sforzo, abbigliamento, esposizione e misure disponibili.

Quando servono misure strumentali?

Quando il sopralluogo non basta a escludere il rischio o occorre quantificare comfort o stress termico nelle condizioni rappresentative della mansione.

Qual è la differenza tra comfort e stress termico?

Il comfort riguarda prevalentemente il benessere negli ambienti moderati; lo stress termico può compromettere la salute negli ambienti severi caldi o freddi.

Che cosa sono WBGT, PHS, PMV e PPD?

Sono indici tecnici con finalità diverse: screening del caldo, analisi dello stress da calore e valutazione del comfort negli ambienti moderati.

Le previsioni meteo sostituiscono la valutazione?

No. Supportano la programmazione, ma devono essere integrate con mansione, luogo, sforzo, DPI, durata e caratteristiche dei lavoratori.

Dott. Ing. Pietro Tognon
Dott. Ing. Pietro Tognon

CEO di Carat Servizi · Autore e responsabile editoriale

Pubblicato il 6 giugno 2022 · Informazioni tecniche per imprese e professionisti.

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