La ISO 14068:2026 definisce principi, requisiti e indicazioni per raggiungere e dimostrare la neutralità carbonica. Il percorso non consiste nel compensare subito tutte le emissioni: richiede di quantificare l’impronta climatica, ridurre le emissioni dirette e indirette, aumentare le rimozioni nella catena del valore e utilizzare la compensazione soltanto secondo una gerarchia trasparente.
Che cos’è la ISO 14068:2026
La ISO 14068 è lo standard internazionale dedicato alla neutralità carbonica. Può essere applicato a soggetti diversi, tra cui organizzazioni, prodotti, servizi, edifici ed eventi. Non è invece destinato alle dichiarazioni riferite a territori, Stati o città.
La nuova edizione ISO 14068:2026 è stata pubblicata l’11 settembre 2026 e sostituisce la precedente ISO 14068-1:2023, ora ritirata. Le imprese che avevano già avviato un percorso sulla versione 2023 dovrebbero quindi verificare procedure, piano di neutralità, dati e modalità di comunicazione rispetto all’edizione vigente.
Che cosa significa neutralità carbonica
La neutralità carbonica riguarda il bilanciamento della carbon footprint di un soggetto attraverso quantificazione, riduzione e compensazione. Il termine “carbon” viene utilizzato come espressione sintetica per comprendere tutti i gas a effetto serra, riportati in tonnellate di anidride carbonica equivalente, o CO₂e.
Essere carbon neutral non significa avere eliminato ogni emissione e non equivale automaticamente a essere “net zero”. La neutralità deve essere riferita a un perimetro e a un periodo definiti, sostenuta da un inventario verificabile e accompagnata da una comunicazione che non nasconda le emissioni ancora presenti.
ISO 14068:2026 e ISO 14068-1:2023: cosa cambia
La revisione del 2026 non cambia il principio fondamentale: le riduzioni delle emissioni e l’aumento delle rimozioni all’interno della catena del valore hanno priorità rispetto alla compensazione. Cambiano però il riferimento normativo vigente e la struttura con cui deve essere gestita la documentazione.
Per un’azienda, l’aggiornamento iniziale dovrebbe comprendere:
- verifica dei riferimenti alla ISO 14068-1:2023 presenti in procedure, report e contratti;
- analisi delle differenze rispetto alla ISO 14068:2026;
- riesame del perimetro, dell’anno di riferimento e delle fonti dei dati;
- controllo del piano di riduzione e delle evidenze dei risultati raggiunti;
- riesame dei criteri usati per crediti, rimozioni e dichiarazioni pubbliche;
- aggiornamento delle responsabilità e delle modalità di monitoraggio.
La gerarchia della neutralità carbonica
La ISO 14068 stabilisce un ordine preciso. L’impresa deve dare priorità alle azioni che modificano realmente la propria impronta prima di ricorrere alla compensazione.
1. Quantificare la carbon footprint
Il primo passo è definire il soggetto della dichiarazione e il suo confine. Per un’organizzazione la quantificazione può essere impostata secondo la ISO 14064-1; per un prodotto secondo la ISO 14067 e i principi dell’analisi del ciclo di vita. Il calcolo deve includere le fonti rilevanti e spiegare eventuali esclusioni.
2. Ridurre le emissioni dirette e indirette
Le priorità devono derivare dai dati. Energia, combustibili, processi, acquisti, trasporti, logistica, trasferte e filiera possono avere pesi molto diversi. Il piano deve indicare azioni, responsabili, scadenze, indicatori e risultati attesi.
3. Aumentare le rimozioni nella catena del valore
Quando pertinenti, le rimozioni di gas serra all’interno del perimetro o della catena del valore possono concorrere al percorso. Devono essere quantificate con criteri affidabili e distinte chiaramente dalle riduzioni delle emissioni.
4. Compensare secondo criteri dichiarati
La compensazione riguarda la parte della carbon footprint che rimane dopo il lavoro di riduzione e rimozione. I crediti utilizzati devono essere tracciabili e ritirati in modo da evitarne il doppio utilizzo. Quantità, tipologia, programma e periodo devono essere documentati nella dichiarazione.
Il percorso operativo in otto passaggi
- Definire il soggetto: organizzazione, prodotto, servizio, edificio o evento.
- Stabilire confine e periodo: sedi, attività, ciclo di vita, anno e unità funzionale quando applicabile.
- Raccogliere i dati: consumi, combustibili, materiali, trasporti, rifiuti e informazioni di filiera pertinenti.
- Calcolare l’impronta: applicare metodologie riconosciute, fattori di emissione documentati e controlli di qualità.
- Individuare le sorgenti principali: concentrare le decisioni sulle componenti che pesano maggiormente.
- Redigere il piano di neutralità: fissare obiettivi, azioni, risorse, responsabilità e indicatori.
- Gestire emissioni residue e crediti: spiegare perché restano, quali crediti vengono utilizzati e come sono ritirati.
- Rendicontare e riesaminare: aggiornare il calcolo, misurare i progressi e comunicare in modo coerente.
Quali dati e documenti servono
La qualità del risultato dipende soprattutto dalla tracciabilità. Prima del calcolo conviene costruire una matrice che colleghi ciascuna fonte emissiva al dato, al responsabile e all’evidenza disponibile. Possono servire:
- fatture e letture dei consumi energetici;
- dati su combustibili, refrigeranti e processi;
- quantità e caratteristiche di materiali e imballaggi;
- informazioni su trasporti, logistica, viaggi e spostamenti;
- dati su rifiuti e trattamenti;
- informazioni di fornitori e clienti per le emissioni indirette rilevanti;
- fonti e versione dei fattori di emissione;
- ipotesi, stime, esclusioni e controlli effettuati.
Un calcolatore non sostituisce questo lavoro: può eseguire i calcoli, ma non decide da solo confine, materialità, qualità dei dati o coerenza delle esclusioni.
Neutralità carbonica, carbon footprint e net zero: le differenze
Carbon footprint
È la quantificazione delle emissioni e delle eventuali rimozioni riferite al soggetto e al perimetro scelti. Costituisce la base numerica del percorso.
Neutralità carbonica
È una condizione riferita a un periodo definito, dimostrata applicando la gerarchia prevista e compensando la parte della footprint che rimane secondo criteri espliciti.
Net zero
È un traguardo di più lungo periodo nel quale le emissioni sono ridotte quanto più possibile e quelle residue vengono bilanciate con rimozioni. Non è corretto usare automaticamente “carbon neutral” e “net zero” come sinonimi.
La ISO 14068 è una certificazione?
ISO pubblica lo standard, ma non certifica direttamente le aziende. Un’organizzazione può applicare la ISO 14068 per costruire e dimostrare la propria dichiarazione di neutralità carbonica. Se desidera una valutazione indipendente, deve affidarsi a un organismo competente per le attività di validazione o verifica pertinenti.
Prima di parlare di “certificazione ISO 14068” è quindi necessario precisare chi ha svolto la verifica, quale soggetto e periodo copre, quale dichiarazione è stata esaminata e secondo quale schema. Una formula generica può creare aspettative non corrette.
Come comunicare la carbon neutrality senza greenwashing
Una dichiarazione credibile dovrebbe consentire al lettore di capire almeno:
- che cosa è dichiarato carbon neutral e che cosa resta escluso;
- il periodo e l’anno di riferimento;
- il valore della carbon footprint e la metodologia usata;
- le riduzioni effettivamente conseguite;
- le emissioni residue e il ruolo della compensazione;
- i crediti utilizzati e la prova del loro ritiro;
- l’eventuale verifica indipendente e il suo perimetro.
Espressioni assolute come “impatto zero” o “azienda a emissioni zero” sono da evitare quando non descrivono con precisione il risultato. La comunicazione deve restare coerente con i dati e con il perimetro realmente valutato.
Errori frequenti da evitare
- acquistare crediti prima di avere misurato e ridotto le emissioni rilevanti;
- escludere parti significative della filiera senza una motivazione trasparente;
- confondere neutralità carbonica, compensazione e net zero;
- usare dati di anni o perimetri diversi senza renderli confrontabili;
- presentare stime come dati misurati;
- non aggiornare il calcolo quando cambiano attività, sedi o prodotti;
- comunicare una “certificazione” senza indicare organismo, oggetto e validità;
- continuare a citare soltanto la ISO 14068-1:2023 dopo la pubblicazione dell’edizione 2026.
Come può intervenire Carat Servizi
Carat può affiancare l’impresa nella definizione del perimetro, nella raccolta e verifica dei dati, nel calcolo della carbon footprint e nella costruzione del piano di riduzione. Il supporto può comprendere anche l’integrazione con sistemi di gestione ambientale ed energetica, indicatori di sostenibilità e documentazione destinata a clienti e filiere.
Il primo risultato utile non è una dichiarazione generica, ma una base dati solida che permetta di capire dove si generano le emissioni e quali interventi producono il maggiore miglioramento. Per iniziare puoi approfondire i servizi su sostenibilità e indicatori ambientali, energia ed efficienza energetica oppure richiedere un confronto tecnico.



