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Radon in Veneto: 21 Comuni, obblighi e scadenza 2027

I 21 Comuni in area prioritaria radon in Veneto, i luoghi di lavoro coinvolti, la scadenza del 20 maggio 2027 e cosa deve fare il datore di lavoro.

Misurazione del radon nei luoghi di lavoro situati nelle aree prioritarie del Veneto
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Approfondimento tecnico4 minuti di letturaResponsabilità editoriale Carat Servizi
In questo articolo

In Veneto sono stati individuati 21 Comuni in area prioritaria per il radon. Nei luoghi di lavoro situati al piano terra o a un livello inferiore all’interno di questi Comuni, le attività già esistenti devono completare la misurazione della concentrazione media annua entro il 20 maggio 2027. La scadenza deriva dai ventiquattro mesi successivi alla pubblicazione dell’elenco nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Cosa significa “area prioritaria radon”

Le aree prioritarie sono i territori nei quali si stima che la concentrazione media annua superi 300 Bq/m³ in una percentuale significativa degli edifici. In Veneto la prima individuazione è stata approvata con la DGR n. 464 del 2 maggio 2025 e ufficializzata nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2025.

ARPAV precisa che non si tratta di una mappa capace di prevedere il valore di ogni edificio: l’unità territoriale utilizzata è il Comune. Anche all’interno dello stesso territorio, caratteristiche del terreno, fondazioni, impianti e ventilazione possono produrre concentrazioni molto differenti.

Elenco dei 21 Comuni prioritari in Veneto

Provincia di Belluno

  • Borca di Cadore;
  • Cibiana di Cadore;
  • Ospitale di Cadore;
  • Perarolo di Cadore;
  • Rivamonte Agordino;
  • San Vito di Cadore;
  • Tambre.

Provincia di Padova

  • Cinto Euganeo;
  • Torreglia;
  • Vo’.

Provincia di Treviso

  • Fonte;
  • Ponzano Veneto;
  • Vedelago.

Provincia di Vicenza

  • Dueville;
  • Foza;
  • Lusiana Conco;
  • Schio;
  • Valdagno;
  • Valdastico;
  • Valli del Pasubio.

Provincia di Verona

  • Selva di Progno.

L’elenco può essere aggiornato quando nuove indagini o nuovi criteri rendano necessaria una revisione. Prima di assumere una decisione è quindi opportuno controllare la versione vigente pubblicata dalla Regione Veneto e da ARPAV.

Quali luoghi di lavoro devono essere misurati

Nei 21 Comuni prioritari l’obbligo riguarda i luoghi di lavoro in locali al piano terra, semisotterranei o sotterranei. Per le attività già operative la misura deve essere completata entro il 20 maggio 2027; se l’attività inizia successivamente, il termine decorre dall’avvio.

Essere fuori dall’elenco non esclude automaticamente ogni obbligo. I luoghi di lavoro sotterranei, gli stabilimenti termali e le ulteriori tipologie individuate dal Piano nazionale restano soggetti alle regole nazionali anche in Comuni non prioritari.

La presenza del Comune nell’elenco indica dove l’obbligo si estende ai piani terra; non consente di stimare senza una misura il valore del singolo edificio.

Come si svolge la misurazione

Il valore da confrontare con il livello di riferimento è la concentrazione media annua. La campagna copre quindi un intero anno attraverso uno o più periodi consecutivi di campionamento, normalmente con dosimetri passivi collocati nei locali individuati.

Le misurazioni devono essere affidate ai servizi di dosimetria previsti dalla normativa. Uno screening di pochi giorni può essere utile per una prima indicazione, ma non sostituisce la misura annuale richiesta per adempiere all’obbligo.

Cosa fare con il risultato

Valore non superiore a 300 Bq/m³

Il datore di lavoro conserva per otto anni il documento con l’esito e la valutazione delle misure correttive attuabili, integrandolo nel DVR. La misurazione viene ripetuta ogni otto anni e dopo gli interventi edilizi indicati dalla normativa, compresi quelli strutturali a contatto con il terreno o finalizzati a migliorare l’isolamento termico.

Valore superiore a 300 Bq/m³

Devono essere adottate misure correttive con il supporto dell’esperto in interventi di risanamento radon. Gli interventi vanno completati entro due anni dal rilascio della relazione tecnica e verificati con una nuova misurazione. L’efficacia viene poi controllata con cadenza quadriennale.

Checklist per il datore di lavoro

  1. Verificare il Comune e la posizione dei locali rispetto al piano di campagna.
  2. Individuare ambienti utilizzati, tempi di occupazione e punti rappresentativi.
  3. Affidare la campagna annuale a un servizio di dosimetria idoneo.
  4. Registrare date, dispositivi, locali e condizioni rilevanti.
  5. Integrare relazione e decisioni nel Documento di Valutazione dei Rischi.
  6. Programmare misure correttive o controlli successivi in base al risultato.

Come può aiutare Carat Servizi

Carat può verificare il campo di applicazione, organizzare il piano di misura, coordinare la campagna annuale e integrare i risultati nella valutazione dei rischi aziendale. In caso di superamento, supporta l’impresa nell’inquadramento delle misure correttive e delle verifiche successive.

Consulta anche la guida nazionale su obblighi e misurazione del rischio radon, approfondisci la consulenza per la sicurezza sul lavoro oppure richiedi una verifica preliminare.

Domande frequenti

Risposte rapide prima di intervenire.

Quanti sono i Comuni prioritari radon in Veneto?

La prima individuazione approvata con DGR n. 464/2025 comprende 21 Comuni nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Vicenza e Verona.

Qual è la scadenza per misurare il radon nei Comuni prioritari?

Per i luoghi di lavoro già operativi coinvolti, il termine di ventiquattro mesi decorre dalla pubblicazione dell’elenco in Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 2025: la misura deve quindi essere completata entro il 20 maggio 2027.

L’obbligo riguarda anche i locali al piano terra?

Sì. Nei Comuni individuati come aree prioritarie sono coinvolti i luoghi di lavoro situati al piano terra o a un livello inferiore.

Fuori dai 21 Comuni non bisogna mai misurare il radon?

No. Restano soggetti agli obblighi nazionali i luoghi di lavoro sotterranei, gli stabilimenti termali e le altre tipologie individuate dal Piano nazionale, indipendentemente dall’elenco veneto.

Quanto deve durare la misurazione?

La normativa richiede la concentrazione media annua. La campagna copre un intero anno mediante uno o più periodi consecutivi di campionamento.

Cosa succede se si superano 300 Bq/m³?

Devono essere adottate misure correttive entro due anni dalla relazione tecnica, verificarne l’efficacia con una nuova misura e programmare controlli quadriennali.

Dott. Ing. Pietro Tognon
Dott. Ing. Pietro Tognon

CEO di Carat Servizi · Autore e responsabile editoriale

Pubblicato il 10 settembre 2025 · Informazioni tecniche per imprese e professionisti.

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