Il MUD 2026 riguardava i rifiuti prodotti o gestiti nel 2025 e doveva essere presentato entro il 3 luglio 2026. Il termine di 60 giorni per la presentazione tardiva con sanzione ridotta si è concluso il 1° settembre 2026. Chi non ha inviato la dichiarazione, oppure rileva oggi dati incompleti o inesatti, deve verificare subito il proprio caso con la Camera di commercio competente e con il consulente ambientale.
Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale è una dichiarazione annuale. Non deve essere confuso con il registro cronologico o con il FIR: iscrizione e trasmissioni RENTRI non sostituiscono automaticamente la presentazione del MUD.
Qual era la scadenza del MUD 2026
Il D.P.C.M. 30 gennaio 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2026. Poiché il nuovo modello è stato pubblicato durante l’anno, il termine è stato fissato a 120 giorni dalla pubblicazione: 3 luglio 2026.
La dichiarazione presentata entro il 1° settembre 2026, cioè entro il sessantesimo giorno dalla scadenza, era soggetta alla sanzione ridotta prevista per il ritardo. Dopo tale termine la violazione viene trattata come omissione; importi e conseguenze devono essere verificati in relazione alla comunicazione dovuta e al caso concreto.
Le date del MUD non vanno calcolate copiando quelle dell’anno precedente: occorre controllare ogni anno il modello pubblicato e il relativo termine ufficiale.
A quale anno si riferisce il MUD 2026
Il nome della dichiarazione indica l’anno di presentazione. Il MUD 2026 raccoglieva quindi i dati relativi al 2025. Registri, formulari, giacenze e documenti utilizzati per la compilazione devono riferirsi allo stesso periodo e alla corretta unità locale.
Chi è obbligato alla Comunicazione Rifiuti
Tra i principali soggetti individuati dalle istruzioni rientrano:
- chi svolge professionalmente raccolta e trasporto di rifiuti, nei casi previsti;
- commercianti e intermediari senza detenzione;
- imprese ed enti che effettuano recupero o smaltimento;
- imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi, fatte salve le specifiche esclusioni;
- imprese ed enti con più di dieci dipendenti che producono determinati rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali, artigianali e dalle attività indicate dall’articolo 184, comma 3, lettera g), del D.Lgs. 152/2006;
- consorzi e sistemi riconosciuti nei casi previsti.
Il MUD comprende inoltre comunicazioni specifiche per imballaggi, veicoli fuori uso, RAEE, rifiuti urbani e produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per stabilire l’obbligo non basta sapere che l’azienda “produce rifiuti”: occorre verificare soggetto, attività, rifiuti, numero di dipendenti e comunicazione applicabile.
Quali soggetti assolvono l’obbligo in modo semplificato
Le istruzioni prevedono specifiche modalità per imprese agricole, alcune attività individuate tramite codici ATECO e produttori di rifiuti pericolosi non organizzati come ente o impresa. In presenza delle condizioni previste, l’obbligo può essere assolto mediante conservazione cronologica dei formulari o dei documenti di conferimento.
Questa possibilità non deve essere applicata per analogia. Codice ATECO, natura del soggetto e documenti conservati devono corrispondere esattamente alle condizioni indicate dalla normativa.
Le principali novità del MUD 2026
Gli aggiornamenti hanno soprattutto allineato il modello al RENTRI e alle modifiche della disciplina sui rifiuti:
- tipologie di autorizzazioni della Scheda AUT e stati fisici della Scheda RIF allineati al RENTRI;
- sostituzione dell’espressione “aggregati riciclati” con “aggregati recuperati” nella Scheda Materiali Secondari;
- obbligo di conservare presso l’unità locale il calcolo previsto per gli operatori nei casi indicati dalle istruzioni;
- nuova informazione sulla raccolta selettiva delle bottiglie in plastica tramite eco-compattatori nella Comunicazione Rifiuti Urbani.
Per chi utilizza software diversi da quello Unioncamere era necessario verificare l’adeguamento ai tracciati record 2026. Riutilizzare un file o un applicativo configurato per l’anno precedente senza controllo può generare scarti o dichiarazioni non coerenti.
Come si presenta il MUD
Le comunicazioni ordinarie vengono predisposte con il software Unioncamere oppure con un gestionale conforme ai tracciati ufficiali e trasmesse attraverso il portale MUD Telematico. L’accesso avviene con identità digitale del soggetto abilitato o delegato.
La Comunicazione Rifiuti Semplificata segue requisiti e modalità specifici. Prima di sceglierla bisogna verificare tutte le condizioni previste: la minore complessità dell’impresa non comporta automaticamente il diritto a utilizzare la procedura semplificata.
Quali dati controllare prima della compilazione
- Anagrafica e unità locale, compresi attività e autorizzazioni pertinenti.
- Codici EER e classificazione dei rifiuti utilizzati durante l’anno.
- Quantità prodotte, ricevute e conferite, senza confondere unità di misura e periodi.
- Giacenza al 31 dicembre, riconciliata con i movimenti del registro.
- Trasportatori e destinatari, verificando soggetti e sedi corretti.
- Operazioni di recupero e smaltimento coerenti con documenti e autorizzazioni.
- Moduli collegati, evitando duplicazioni o omissioni tra schede diverse.
- Confronto con l’anno precedente, spiegando variazioni anomale anziché copiarne i valori.
MUD e RENTRI sono lo stesso adempimento?
No. Il RENTRI digitalizza registri, formulari e trasmissioni previste dal sistema di tracciabilità; il MUD resta la comunicazione annuale prevista dalla normativa. I dati presenti nei sistemi digitali possono agevolare la riconciliazione, ma l’impresa deve comunque verificare soggetti, perimetro, unità locale e comunicazione da presentare.
Una buona procedura evita di ricostruire tutto poche settimane prima della scadenza: movimenti, anomalie e giacenze dovrebbero essere controllati periodicamente durante l’anno.
Cosa fare se il MUD 2026 non è stato inviato
Alla data di questo aggiornamento sono trascorsi sia il termine ordinario del 3 luglio sia il termine del 1° settembre per il ritardo entro 60 giorni. Per la Comunicazione Rifiuti, l’omissione o l’incompletezza può comportare una sanzione amministrativa da 2.000 a 10.000 euro; altre comunicazioni prevedono regimi differenti.
L’impresa non dovrebbe tentare correzioni informali o ignorare il problema. È necessario ricostruire obbligo, dichiarazione, dati disponibili ed eventuale invio già effettuato e chiedere indicazioni alla Camera di commercio competente per definire l’azione corretta.
Come prepararsi al MUD successivo
- assegnare un responsabile e almeno un sostituto;
- riconciliare periodicamente registro, FIR e giacenze;
- controllare variazioni di codici, attività e autorizzazioni;
- mantenere aggiornate anagrafiche di trasportatori e impianti;
- conservare i prospetti di calcolo e le verifiche effettuate;
- controllare modello, software e scadenza non appena vengono pubblicati;
- effettuare un controllo finale indipendente prima dell’invio.
Come può intervenire Carat Servizi
Carat può verificare l’obbligo, raccogliere e riconciliare i dati, controllare registri e formulari e supportare la predisposizione della dichiarazione. Il lavoro può essere integrato con la gestione continuativa dei rifiuti e con il presidio RENTRI, così da ridurre correzioni dell’ultimo momento.
Approfondisci il servizio di gestione rifiuti e tracciabilità, consulta la guida RENTRI 2026 oppure richiedi una verifica documentale.



